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SENZA PERDERE LA TENEREZZABISOGNA ESSERE DURI... |
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February 04 COMPLIMENTI AL TG5Oggi sembra finalmente giunto il momento, di ridare il giusto valore delle cose a chi ha scelto di dire basta all'illusione. Peppino Englaro, sembra stia vincendo la sua battaglia, quella di un padre che da 17 anni vive il tormentuoso silenzio di un letto, in cui secondo alcuni vive sua figlia Eluana. Personalmente sono a favore dell'eutanasia, ciò non toglie che ciascuno debba esserne arbitro in prima persona. La chiesa fondata non sulla parola di Yehoshua ben Yosef, ma su quella de concili, oggi come sempre entra nelle case di chi non chiede nessun paradiso, fatto di sacramenti inventati per fortificare il potere terreno di una chiesa fittizia. I telegiornali hanno dato spazio alla vicenda, anche oggi, spiegado che nel giro di due o tre settimane, l'agonia dei familiari di Eluana dovrebbe concludersi a distanza di 17 anni dalla morte della loro figlia. Il tg5 si è allineato alla notizia e ha presentato il fatto agli italiani, dando per giunta voce e spazio a quegli ipocriti sostenitori cattolici, che non sapendo far altro, cercano da 2000 anni di farsi voce di una morale costruita nei concili e che spesso ha fomentato guerre e genocidi. A tal proposito vorrei ricordare che non è necessario ritornare al medioevo per avere esempi della "morale" cattolica. Il concordato firmato con il regime della "porta aperta" e delle "cose fatte bene" di fatto dava il proprio consenso all'omicidio Matteotti, ai rastrellamenti degli squadristi, alle leggi razziali per altro che tendevano ad eliminare uno storico popolo nemico, quello ebreo, al neo colonialismo che ancora oggi lascia un ricordo italiano, tutt'altro che fatto di sole arte e cultura (chiedete in Slovenia, Libia e in Grecia). La ciliegina sulla torta è poi l'operazione di salvataggio dei gerarchi nazisti, spediti in America latina con passaporto vaticano (chi sarà stato mai ad emetterlo???). Tornando a noi, il tg5 subito dopo il caso Eluana ha proposto una notizia fondamentale per gli amanti della musica nazionale. Il tale Gianluca Sciortino in arte Gianluca Sciortino è entrato a far parte della famiglia dei grandi della musica grazie a tg5. Più che la sua musica colpisce la sua storia, così curiosa e "miracolosa". Qualche anno fa si è risvegliato dal coma dopo 21 giorni di "sonno" che si sono guardati bene dal dire essere "coma farmaceutico". Bravi al tg5 e bravi a chi nega che questa sia quella procedura che anche in Angola, Sri Lanke e Burkina Faso, chiamano Propaganda. Speriamo che Peppino riesca finalmente a salutare sua figlia...
January 31 IL MOMENTO GIUSTOCi sono momenti in cui gli istanti sembrano talmente preziosi che anche il solo movimento dell’aria che entra nelle narici, possa farci perdere l’attimo fuggente. Quando giunge l’opportunità di fare qualcosa che veramente fa la differenza tra una vita di stenti e una di gloria, ecco che il cuore dovrebbe mostrare ciò che con il suo pulsare, canta come menestrello al vento. Il vento si sa, soffia e porta con se il tocco di mille mani. Credo che tra tutte dovrebbe esserci quella che può riscaldare. La gloria a cui mi riferisco, non è quella del potere o della ricchezza, anche essere compresi e sentirsi meno soli, può in un certo modo farci sentire protagonisti di una vita gloriosa. Il problema è distinguere i momenti in cui dobbiamo essere parte di qualcosa che da soli non potremmo mai compiere. Sai tu distinguere il paradiso dall’inferno? Certo non è una mia frase, ma è forse il senso di tutto. Se fossimo in grado di capire quando parlare quando tacere, se fossimo in grado di amare, forse a questo mondo ci sarebbero meno incomprensioni. Dunque so io distinguere il cielo celeste, da pene? Sai tu distinguere un prato verde, da gelide rotaie? Rispondi mia dolce illusione, è tempo di fuggire o quello di amare? Siamo noi in grado di sopravvivere agli scompensi della vita, senza che per questo si debba odiare chi ci è al fianco? Forse capire questi passaggi è necessario per essere migliori, ma non per noi stessi, per gli altri. Purtroppo devo ammettere che appartengo a quella vecchia utopia, che investe gli idealisti come me, che non possono essere felici, da soli. Forse però è davvero una sciocca utopia, forse il problema non è saper amare, forse la questione è essere o non essere? January 29 LOTTE URLA E NOTTI DESTELa storia degli uomini ci appare come un sentiero che procede dritto. Forse quella parentesi che ci è concessa, è troppo breve per farci percepire il vero tragitto della storia e delle storie. Personalmente penso che quella selva oscura, compia un percorso che curva leggermente verso uno dei lati, quale lo lascio all’immaginazione degli scrittori. Alla fine tutto torna a ripercorrere le medesime avventure. Mutano le situazioni in cui si annusano gli odori o si osservano cascate, verdi prati, cime innevate. Ogni uomo è talmente vicino alla poesia, che molti neppure la conoscono, indistinguibile nelle sue più semplici genitrici. Così un tramonto puoi osservarlo mille miliardi di volte e pur potendolo fare, sempre nello stesso luogo, sarà sempre diverso. Potrebbe in realtà essere sempre uguale, ma bisognerebbe rinunciare a quello che sta in mezzo tra il coricarsi del sole e la sua levata. La vita non è fatta che di soli che nascono e altri che muoiono, di mezzo la luna ci mette del suo a complicare le cose. Ho un concetto strano di famiglia. Della vita poi ho poco di quel senso pratico che la mia età dovrebbe imporre. Il tempo sembra sia volato, ma in fin dei conti, nel mio caso ha percorso lentamente il suo giro, tanto è che quella curva impercettibile, mi si è già ripresentata varie volte. Il dramma non è rifare tutto, ma sapere che il giorno dopo è sempre uguale. Sapere in anticipo tutto ciò che aspetta di essere vissuto, talvolta può essere un bene. Ad esempio, amo sapere quanto duro sarà l’allenamento, poco prima di partire. Mi piacerebbe sapere in anticipo le strade e i sentieri per raggiungere i castelli, ma anche quelli lottano per lasciarsi dimenticare. Di buon aiuto è stato sapere quello che mi aspettava dopo la seconda operazione, mi ha dato maggiore forza per recuperare. Non amo invece, conoscere il dolore della perdita, della mancanza, ma quella è una pena che non scegliamo. C’è un’altra cosa che proprio vorrei evitare, che vorrei scongiurare e che invece so che prima o poi come una frana antica, è pronta a cedere il suo peso in favore del vuoto. Il dramma è che una volta giù, tutto quello che respira, mangia, lavora, gioca, ama, sotto nella distesa sconfinata che ne attrae la furia, li in ogni parte, ci sono un mondo di cose che andranno perdute. Gli antichi dicevano che per avere la pace, bisognava prepararsi alla guerra. In realtà non credo sia vero. Ogni graffio presuppone una vendetta e se quel graffio non è capace di mutilare la mano avversaria, prima o poi quella colpirà con maggiore forza. Tutto ricomincia insomma. Respiri affannati, notti deste, la vergogna di alzare il capo e quella insolita risolutezza che vien fuori e che vorrebbe una volta per tutta la fine di ogni lotta. Mi chiedo quanti pomeriggi dovrò spendere a tutelare la vita? Molti, saranno molti e sta volta come sempre, devo afferrarmi alla fede di qualche altro, per sperare di non dover piangere la mancanza. Che sia fatta la volontà degli dei, ma almeno che sia quella della civiltà. January 28 CIAO MINOIeri è scomparso all'età di 64 anni Mino Reitano. Per molti era semplicemente un cantante, per tanti altri era un cantante atipico, una persona eccentrica. Mino era una persona come tante altre del profondo sud. A 8 anni con una valiggia fatta di stracci a seguire la sorte della famiglia, costretta dalla povertà ad abbandonare le terre amate. Ogni tanto comparivi a cantare il tuo regalo all'Italia, ma anche altre canzoni erano profonde come quella. Qualcuno sa che nel mondo che ti aveva dato la possibilità di cantare, molti ti avevono messo nell'angolo buio, perchè quando una persona con il sorriso, non può che essere sincero, agli altri un po' di rabba la fa. Resta di te quella facile allegria, fatta di cose semplici. Bastava cantare una canzone per essere come eri tu. Ora con i soldi che hai guadagnato, hai potuto far felice fratelli, cognate, nipotini. Li hai portati in una terra lontano dalla tua Calabria, ma a volte il paradiso non corrisponde con le terre natie. Ora non potrai più cantare "Italia". Ci mancherai... ciao Mino.
January 26 LUCEIl rumore dell'inverno scroscia continuo. Ormai pare che il grigio si sia sostituito a quel ricordo di luce, che mette voglia di andare su per montagne o in qualsiasi luogo, con qualche amico e una macchina fotografica. Dentro la passione del fare, sembra assopita e quasi dimenticata, ricoperta di polveri pesanti. Anche scrivere diventa lento, pesante nel suo cercare nuovi suoni. Ho visto solo qualche film, qualcuno degli anni ottanta. "Daniel Sun, rinunciare alle proprie idee, significa perdere lo stesso". Credo sia proprio cambiata la società o forse non lo è. Tutto continua nelle sue forme. Stanco di guardare il grigio delle nuvole, chiedo soltanto un po' di sole. Quanto lo amo il sole che con la sua luce rende più vivi i colori, questione di fisica, ma io amo immaginare che le cose possano essere vive, da percepire quel celeste sconfinato ed essere più vogliose, di mostrarsi al mondo. Un po' come quando alla mattina della domenica, con il tempo che ti concede un po' di libertà, osservi a tutto tondo, il tuo orizzonte e ti senti libero di poter andare ovunque. Di andare mosso dal quel cielo, da quei colori così limpidi, così puri da smussare qualsiasi angolo, da morire qualsiasi ombra. Forse è solo una illusione, muoversi potendo guardare ovunque, ma se dovessi scegliere, sceglierei una vita limpida ad una luccicante. January 22 RIFLESSIONI SU KAKAQualche giorno fa ho avuto una discussioni in merito alla felicità e ai soldi. Io dicevo che basta avere il necessario e chiudere le quattro settimane senza stress e senza la mancanza di un piccolo svago, per ottenere quella serenità che oggi può concedere a noi mortali quel pizzico di felicità che fa la differenza tra una buona vita e una vita mediocre. Il palcoscenico era la famiglia. Dentro c'è finito un po' di tutto e portare avanti una famiglia da sicuralente preoccupazioni che pendono come ascia sul precario equilibrio tra serenità e preoccupazione. La realizzazione lavorativa e tutto il resto. Nonostante tutto io credo ancora che un nucleo familiare ben assortito, con valori sani, può affrontare le difficoltà, in maniera da non alterare i rapporti. Cuore e capanna, ma fino a un certo punto. La paura forse è il sacrificio, ma credo che sia un valore irrinunciabile. Insomma pensate al nostro presidente del consiglio, è ricco, ma ha sacrificato la sua coscienza. Restando in tema. Kaka ha rinunciato pare a 18 milioni di euro. Personalmente sono in mala fede e da calciatore, comprendo il ragionamento che ha potuto fare. Il City cosa può darmi? Niente a quanto pare, considerata la contemporanea fuga di Robinho che la sera stessa ha fatto i bagagli per il Brasile. Temo che alla fine il "I belive to Jesus" boy, ceda al Real o a una grandissima e poco importa se l'aumento di stipendio, non consentira di finanziare la sua bella setta integralista cattolica, tra un gol e un ringraziamento a Cristo. Chissà se quel Cristo ha poi tempo per lui, visto favelas e bombe. Per concludere vorrei citare due geni. "L'abito non fa il monaco ma lo distingue" (Enzo Biagi), quindi per adesso Kaka ha scelto il cuore e la capanna, per modo di dire e questo mi lancia la seconda citazione "I soldi non fanno la felicità figuriamoci la miseria" (Woody Allen). Saper affrontare i problemi della vita insieme, per me significa riuscire in due o più a sopravvivere, se la sopravvivenza è un sacrificio, allora è bene scegliere una vita senza problemi, magari senza l'assillo dell'amore, perchè questa piccola parola riassume per me, valori che sono anche la comprensione, il sacrificio, senza questi, andiamo alla ricerca di un nuovo contratto, come credo stia per fare il papà di Kaka... January 20 CECCO SCEVOLA E TIDUSCIAO RAGAZZI SICURAMENTE LEGGENDO IL TITOLO DI QUESTO BLOG CHI DEVE CAPIRE CAPISCE... HO FATTO UNA CAZZATELLA DI VIDEO... IN ATTESA DI UNA PRIMAVERA FATTA DI ESCURSIONI GITE E CASTELLI... SONO UN PO' DI MESI CHE NON CI VEDIAMO E CHE ABBIAMO AVUTO POCO TEMPO PER LA NOSTRA PASSIONE... MI AUGURO DI RICOMINCIARE A SVERGINARE MONTAGNE E TORRI... NEL FRATTEMPO GUARDATE UN PO'... RICORDATE A PIERNO I VIDEO... BEH QUELLI ERANO MEGLIO...
...DAI ALMENO LA MUSICA E' BELLA... January 18 GRAZIE MAXNella pur breve notte che mi sono lasciato alle spalle, ho sognato due volte. In entrambe le circostanze sono stati episodi intensi e riflettendo su di essi e sulla giornata di ieri sono giunto a delle considerazioni cariche di simbologia. Innanzitutto ho sognato della mia ragazza. In un teatro, dove non si scorgevano ne spettatori ne palco, ma sapevo di essere in un teatro. Non so se sia una cosa frequente anche nei sogni degli altri, vedere persone che hanno una fisionomia differente eppure riconoscerle come amici o essere in luoghi che Orfeo ci indica come differenti da come poi appaiono. Ebbene in questo teatro, che rassomigliava alla mia scuola media, io ero posto al piano terra, nell’atrio di una struttura circolare a due piani che si libravano verso l’alto, circondandomi. Avvertivo la presenza del mio nucleo familiare. Mi era vicino. Maria non è comparsa nel sogno, ma sentivo da qualche parte intorno a me la sua presenza. Una presenza fugace e sfuggente e in un contatto come psichico, io percepivo il suo desiderio di abbandonarmi, di evitare per sempre un incrocio di sguardi. Mi sono ridesto e avevo una certa ansia assopita per altro nell’immediata risposta al messaggio che le ho mandato. Diceva così: “Vorrei essere latte, così da, almeno una volta al giorno, sfiorare le tue labbra e credere che sia per sempre”. Qualche parola assonnata, tenera e poi ancora Orfeo. Il secondo sogno è stato complesso. Ricordo una sorta di viaggio, in un luogo che ora ricostruisco come la costiera. Prima un pullman affollato, poi mio padre con una macchina, ma lontano, poi l’epilogo. Un abbraccio di uomini e donne, di ragazzi, attivisti politici. Mi conoscevano e lasciavano che i loro apprezzamenti nei miei confronti, mi raggiungessero senza censura. Umani, letterari. Un gruppo dinamico di menti che pensano e che si incontravano per farlo, ma anche per guardare film e ascoltare musica. C’era anche qui Maria, anche se defilata a causa delle nostre dissimili vedute, non politiche, ma risultato di mondi diversi. Il tutto si svolgeva alle spalle della statua di Giorgio Amendola e della Liberta, in corso Garibaldi a Salerno, la strada dove sono nato, all’altezza della chiesa. Lei era comunque li, anche se contrariata. Poi è cominciata una strana partita di calcio nello spazio del mio parco, ma non dove solitamente giocavamo, nel largo che si apre tra il mio palazzo e quello centrale. Il campo era però ovunque. Ho avvertito la presenza di personaggi del mio recente passato calcistico e alcuni invece mi hanno anche parlato. E’ stato sul versante che da sul campetto, vicino ai garage che ho visto lui. La sua chioma da re leone e quella sua eleganza, era lui, ma nel sogno solo esteriormente. Un mio attuale compagno di squadra si è avvicinato e ricordando i tempi in cui giocavamo insieme, mi ha mostrato il suo volto esterrefatto come per dire, “sembra tornato”. Era Massimo, ma dentro non era lui. Ne ho avuto la conferma quando con egoismo ho calciato verso la porta e lui mi ha sgridato, questa è una cosa che facevo io. Prima di mettermi qui a scrivere, sono rimasto nel letto e ho riflettuto. In effetti ieri ho fatto cose a cui ho sempre dato molto valore. Ho visto Piersabato, ho mangiato con Maria, ho partecipato alle conferenze sui Beni Culturali, ho guardato la Salernitana, ho incontrato Marcello che mi ha soccorso, sono stato con zio Lazzaro e famiglia, abbiamo cenato tutti insieme, io solo il secondo. Ho avuto numerosi flashback di strade e scene della Salerno che ammiravo quando da solo, senza sapere cosa fare, mi concedevo ai miei passi. Nei sogni sono passate le cose che ho sempre maggiormente amato o che ora pavento. Il bello è che lei è stata sempre con me. Ma la cosa che mi ha colpito è che quasi mai ho sognato amici o parenti perduti, è capitato qualche volta con nonna Rosa e Daniele, ora invece è venuto Massimo. Altre volte mi era capitato di sognare amici che non vedevo e non vedo da anni, ma quando sono le persone volate in cielo a farti visita e le vedi identiche a com’erano, anche nei movimenti, nei sorrisi, sembra davvero che dall’altra parte ci sia qualcuno che ci aspetta. Qualcuno ha auspicato che il paradiso sia il ritorno alla felicità vissuta, in una sorta di blocco immagini del nostro tempo migliore, io sinceramente non saprei oggi dove bloccare il mio paradiso. Sono stato fortunato a vivere tanti brandelli di felicità. Ora mi sveglio, quasi come se il bisogno di questo scrivere, abbia prolungato il sonno e comincio a preparare la borsa, convinto che in quel campo, con me ci sono tutti quelli che devono essere con me. Grazie Max.
Queste tre foto sono del febbraio 2006. Qualche settimana dopo eravamo seduti in panca assieme. Io avevo il ginocchio definitivamente spaccato, tu eri stato punito per la sconfitta della settimana precedente alla quale avevo preso degnamente parte anche io. Ricordo che scherzavamo. "Panchina milionaria" Con noi c'erano anche altri nomi illustri di quella squadra. Questo è l'ultimo ricordo. Tu entrasti e sbagliasti il calcio di rigore. Eri demoralizzato e non ci salutammo. Avevamo parlato del libro di De Carlo "Di noi tre" qualche volta ci capitava. Ervamo gli intellettuali della squadra e anche le bandiere. Solo ora che mi rendo conto di queste foto, dell'ultima partita, io indossavo il numero 7 e tu il numero 18, i due numeri che più ho amato. Ora sei di spalle, vai via mentre con Mimmo esultiamo un mio gol. Ci manchi. January 16 GAZA 16 GENNAIO 2009MORTI 1133
FERITI 5150
FONTE ANSA
L'OPERAZIONE PIOMBO FUSO CONTINUA MENTRE LA COMUNITA' INTERNAZIONALE NON SA COME MUOVERSI. INTANTO MUOIONO SEMPRE ALTRI CIVILI E L'ODIO E' ALIMENTATO NELLE NUOVE SEPOLTURE. QUANDO CI DECIDEREMO A FERMARE LA GUERRA? O FORSE QUESTA E' DA CONSIDERARSI UNA GUERRA GIUSTA? SE GLI STATI UNITI E I SUOI ALLEATI NON POSSONO APRIRE BOCCA DOPO L'AFGHANISTAN E L'IRAQ QUALE FUTURO DI PACE DOBBIAMO ATTENDERE? VERGOGNA A TUTTI QUELLI CHE HANNO PERMESSO CONFLITTI MOSSI PER ESPORTARE LA DEMOCRAZIA DIETRO FALSE PROVE.
ASSASSINI! January 15 GAZA GUERRA 2009SIETE TUTTI BRAVI A DIRE CHE E' LEGITTIMA DIFESA...
"SI CERTO I BAMBINI... MA QUESTA E' PROPAGANDA... POI DOVE ERAVATE QUANDO I KAMIKAZE..."
(TONY CAPUOZZO A MATRIX)
L'ONU DOVREBBE BANDIRE ISRAELE!
VIETANO AI GIORNALISTI DI DOCUMENTARE I FATTI
BOMBARDANO TUTTO A TAPPETO COMPRESO I RIFUGI GESTITI DALLE NAZIONI UNITE...
January 07 BOMBE ASSASSINE A GAZASTRISCIA DI GAZA
ORE 4.34 635 MORTI
ORE 9.19 666 MORTI
LA PALESTINA PIANGE
CIVILI MUOIONO A RITMO DI GENOCIDIO
L'ONU CHIEDE IL CESSATE IL FUOCO
ISRAELE CONCEDE 3 ORE AL GIORNO SENZA BOMBE.
2003 ABBIAMO ATTACATO L'IRAQ
GUERRA PER LA PACE...
IL RISCHIO: ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA
UNA BUFALA!
...E ORA???
BOMBARDIAMO TEL-AVIV???
EUROPA IMPOTENTE.
NON SAREBBE QUESTA L'OCCASIONE PER RAGOLARE I RAPPORTI NEL MEDIO ORIENTE?
PARLANO DI LEGGITTIMA DIFESA...
...ERANO PERICOLOSI???
SIETE COME I TERRORISTI ASSASINI!!!
ASSASSINI ASSASSINI ASSASSINI!!! BANDIERA ITALIANAOggi è il 7 gennaio ed è la festa del nostro tricolore che compie il suo 212esimo compleanno. La data ufficiale è del 1797 la città Reggio Emilia. In realtà ci sono degli episodi che parrebbero precedere di qualche mese la nascita della bandiera. Due nella provincia reggiana, uno presso il comune di Novellara e l'altro di Felina entrambi dell'ottobre precedente. Poi ancora a Bologna e a Modena dove comparve in una riunione della Confederazione Cispadana (Reggio Emila, Bologna, Modena e Ferrara). Quest'ultima la più lontana il 16 ottobre 1796 prendeva forma da un'altra bandiera tricolore, sempre legata all'ambiente Cispadano a bande orizzontali, utilizzata a Modena nel gennaio del 1796. Gli austriaci che riconquistarono l'Italia, chiudendo l'esperienza delle Repubbliche Napoleoniche definitivamente nel 1814 il tricolore viene forzatamente abbandonato. Già nel 1831 durante i moti emiliani il vessillo ricomparve, ma solo verso la fine del 1847 in ambiente fiorentino la bandiera ritornò ad essere un simbolo della nostra patria o quanto meno per i patrioti che proprio in quel periodo avviarono i moti del 1848, poi falliti. In quegli anni preunitari, il tricolore diventò il simbolo e la bandiera dei numerosi stati italiani che subivano le dominazioni straniere. La bandera tricolore a bande verticali diventò il 14 marzo 1861 la bandiera ufficiale del Regno d'Italia.
Oggi la bandiera è un simbolo secondo alcuni trascurato, almeno dal popolo. Tralasciando il valore che può o che dovrebbe assumere per le forze armate e per tutti gli organi ufficiali della nostra Repubblica, credo onestamente che il senso di appartenenza alla nazione passi inevitabilmente per la bandiera tricolore. Durante le competizioni sportive, calcio ma non solo, spesso la si vede sventolare sotto un balcone o una finestra o addirittura issata su alloggiamenti di fortuna. Ciò non ci deve lasciare pessimisti sul senso di italianità. Nel mondo moderno avvertiamo il valore della nazione fugace a causa dei tempi che viviamo ed è qualunquista lasciare ai "difensori della patria" tutto il valore che i simboli del nostro paese esprimono. Credo che in mancanza di altro, anche il senso di "italiano" avvertito nello sport e sfido chiunque a non ammettere l'orgoglio tutto nostro, quando siamo all'estero, siaun valore che testimonia l'attaccamento ai colori e a ciò che rappresentano. Insomma è vero che questo paese ha mille contraddizioni, ma in fin dei conti lo amiamo come si ama una donna, con passione e sentimento.
Ecco alcuni usi della bandiera, alcuni davvero originali...
January 05 CI MANCHICiao Dodi.
In genere nelle lettere dopo il saluto amo chiedere "come stai?" Con te non posso farlo. Posso dirti però che siamo stati tutti un po' cattivi. Potevamo venire da te, qualche volta. Ma so che anche tu avresti fatto la stessa cosa. Forse tu avresti sentito meno la nostra mancanza. A dire il vero lo siamo stati anche per altre cose. Ci siamo un po' perduti. Da quando sei tornato dal militare, le cose non sono più state uguali. Poi hai deciso di partire e tutto è cambiato. A Salerno sono cambiate un mucchio di cose. Hanno fatto giardini, strade nuove, parchi. Addirittura hanno tirato su un albergo dove stava il cementificio del nonno. Hanno tentato con l'aeroporto. Nel comune di Bellizzi ci è finita la biglietteria, non ti dico come rode a Pontecagnano, ma il complesso lo hanno chiamato Aeroporto di Salerno e della costa di Amalfi, o qualcosa di simile. Il progetto però non è decollato così i voli per Barcellona e Milano, sono rimasti a terra. Anche se non ami il calcio credo sia giusto dirti che l'Italia ha vinto il mondiale. La Ferrari è diventata imbattibile, ma io proprio non ci sono riucito a fare il tifo per loro, almeno fino a quando è rimasto Schumacher. Poi il tedesco si è ritirato, abbiamo preso Raikkonen, uno che per sfortuna si è piazzato nel mondiale sempre secondo o terzo. Valentino Rossi ha battuto tutti i record, è riconosciuto il più forte di sempre. Ma non sai quante differenze. La 500 ora si chiama Moto GP e ci corrono con bolidi inzuppati di elettronica. L'estetica però niente male, ti piacerebbero. Purtroppo devo darti una brutta notizia, è morto Colin, incidene con l'elicottero. Sono successe cose assurde a livello mondiale. Ci sono stati anni di guerra. Tutta colpa di una cosa che qui chiamiamo 11 settembre. Ma guarda lascia stare, anni di guerra, da una parte i bastoni e le pietre o quasi e dall'altra la super tecnologia che i vari paesi hanno acquistato a fior di quattrini. Sempre la stessa storia. Tutta una montatura stile Vietnam. Lo stronzo di Berlusconi ne ha fatte di tutti i colori, ma che te lo dico a fare. Per noi è andata male, te la risparmio. Nella mia vita sono successe tante cose, forse poche. Ora studio all'università, archeologia. No, no, non ricordarmi i Goonies e Indiana Jones ti prego. Mi sono operato sia il ginocchio destro 2001 che il ginocchio sinistro 2006. Con Silvia non ci vediamo da anni. Tua sorella ha avuto momenti difficili come tutti noi. Ruben è diventato un uomo, dovresti vederlo. Sai ho tutta la serie di X-files e credo di rivederla a breve tutta dall'inizio, se ti va sai che mi fa sempre piacere. I video giochi sono arrivati a dei livelli eccezionali. Altro che la prima play, l'amiga, e su fino a commodore e atari. L'estate ora la passo con la mia ragazza. Ti piacerebbe si chiama Maria come tua mamma. Zio Enzo è cambiato tantissimo, dovresti vederlo, gli voglio un bene dell'anima anche se non lo vedo spesso, anzi. Qui è cambiato un po' tutto, sai ora internet è esploso, esistono blog dove la gente scrive cazzate e mette foto, anche io ne ho uno. Poi esistono dei siti dove si conosce un casino di gente. Uno badoo, è una colmata di patate. Ne ho sentite di tutti i colori. Io non sono iscritto, ormai ho messo la testa a posto, ma qualche volta uso messanger, un'altra cosa favolosa, ma forse questa la conoscevi, che scemo. Beh magari ti saluto Marcello, Germano, Roberto, Alessandro, Anna, Susanna, Silvia, Zuccherino, Ruben, Dino, Nicolò, Alessandra, Alessio, Ilario, Monica, Marta... di alcuni non so praticamente più nulla, altri li vedo raramente, sia quelli vicini che quelli lontani. Non so forse dimentico qualcosa. Magari domani cerco le nostre foto, quella con gli occhiali mentre ci tuffiamo a mare o quella mentre giochiamo con il gesso. A dimenticavo, ti ricordi Manuela, mia cugina, dai quella per cui quell'estate... Credo fosse il '95 o il '96, beh si è sposata, anche Germano e Alessandro. Roberto invece, non ci crederai mai, è diventato poliziotto... si lo so senza parole. Guarda ti saluto pure Marianna, Cristian, Massimo e Gianluca e gli zii e ovviamente mamma e papà.
Ci manchi. January 03 ALPINISTI EROICIEra passata da poco la mezzanotte. Karl quasi non avvertiva più la presenza delle sue mani. La gamba rotta lo aveva costretto a quella discesa in solitario e chissà quale sorte era toccata a Sebastian. Al campo base Chris stava scaldando la tenda numero sette, ma non parlava. Seba, come lo chiamava lui, era tornato ormai da un giorno e mezzo, ma non voleva andare a casa. Aveva appena avuto la forza di dire "ho dovuto farlo". Non potevano immaginare che Sebastian a qualche chilometro dal campo, era sopravvissuto. Quando il settimo giorno, Karl aprì gli occhi, si rese conto che il cielo, tornato finalmente celeste, lo stava aiutando a raggiungere la salvezza. Poco importava il dolore lancinante, il dover strisciare su quelle rocce su cui il ghiacciaio ormai era scomparso. Riusciva a bere dai rivoli di acqua gelida e saltellando tra una caduta e l'altra, cercava nella mente il prossimo traguardo da raggiungere. Sebastian ripensava a tutto quello che era accaduto su, a sei mila metri di quella maledetta vetta delle ande. Rivedeva l'incidente di Karl, immaginandolo e il suo volto di rassegnazione, quello stesso che aveva dovuto osservare, senza poter sperare in niente. Non lo aveva abbandonato. Un altro sarebbe sceso. "Vado a chiamare i soccorsi". Quale soccorsi? Era rimasto qualche attimo a pensare e aveva capito che calandolo per la lunghezza della cima, per novanta metri alla volta, avrebbe potuto portarlo giù. Pianse, quel giorno. Aveva dovuto tagliare la fune, mentre Karl era in bilico nel vuoto, senza poterlo neppure vedere o ascoltare, senza sapere in che condizioni era l'amico. Taglio netto e giù la fune. Almeno lui poteva salvarsi, mentre attaccato ad un peso, rischiava di perdere l'appiglio, un buco nella neve fresca. Aveva visto lo strapiombo sul quale l'amico aveva penzolato per due ore, senza dare il segnale, senza allentare il peso, per poterlo far scendere e ripetere l'operazione. "Karl" si diceva nella mente, "è rimasto in bilico, poi ho tagliato la fune". Non poteva immaginare che alla fine di quel salto Karl si era incastrato in una delle venature del ghiacciaio, aveva trascorso la notte a piangere, prima di avere l'idea, l'idea di scendere nell'oscurità, per cercare una via d'uscita. Karl era stato fortunato. Karl era stato forte. Karl riusci a superare il ghiacciaio. Ma quel settimo giorno continuava a cadere e i gemiti si udivano ad ogni urto. Non poteva strisciare come aveva fatto sulla neve. Alla sera di quell'ennesimo tormento, Karl perse se stesso. "Sebastian, Sebastian" gridava disperato. Chris che di alpinismo non conosceva nulla e che si trovava li per caso, aveva conosciuto i due in Cile qualche giorno prima, si svegliò di soprassalto. "Non può essere, non può essere, Karl è morto". Quando anche Seba rinvenne, non poteva credere alle sue orecchie. Qualcuno chiamava il suo nome, non poteva essere che Karl. "Avrei fatto la stessa cosa". Poi Karl chiuse gli occhi e dormì, un sonno pesante, con una gamba rotta mille ferite, ma vivo, vivo come non mai.
Da una storia vera. Joe Simpson (Karl) e Simon Yates (Sebastian) sul Siula Grande (Parete ovest) Ande del Perù
vedi film La morte sospesa di Kavin MacDonald
January 02 wish you were hereAllora, pensi di saper distingere
il paradiso dall'inferno?
I cieli azzurri dal dolore?
Sai distinuere un campo verde
da una fredda rotaia di acciaio?
Un sorriso da un pretesto?
Pensi di saper distinguere?
E ti hanno portata a barattare
i tuoi eroi per fantasmi?
Ceneri calde con alberi?
Aria calda con brezza fresca?
Un caldo benessere con un cambiamento?
E hai scambiato un ruolo di comparsa nella guerra
con il ruolo di protagonista in una battaglia?
Come vorrei, come vorrei che fossi qui
Siamo solo due anime sperdute
che nuotano in una boccia di pesci
anno dopo anno
corriamo sulle stesso vecchio terreno
E cosa abbiamo trovato?
Le solite vecchie paure
Vorrei che fossi qui.
(Pink Floyd)
ti amo mary! |
Benvenuti... (LEGGI)
QUESTO E' IL MIO BLOG... SPERO CHE LE COSE INSERITE VI COLPISCANO! se vi ANNOIATE DI LEGGERE LASCIATEMI UN SALUTO QUI ALTRIMENTI COMMENTATE I MIEI ARTICOLI LASCIANDO SE VOLETE LE VOSTRE IMPRESSIONI. RICORDATE DI VIVERE INSEGUENDO SEMPRE LE VOSTRE PASSIONI SENZA PERDERE MAI LA TENEREZZA... CIAO E GRAZIE PER LA VISITA.
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